Nome: misticlogan Pensieri confusi ed incerti di un barista ultra trentenne inseguito da mostri crudeli creati dal quotidiano vivere dai quali non potrà mai sfuggire. Che cazzo!! Qualcuno mi aiuti.
misticlogan@virgilio.it
Mi hanno negato il posto in cui smaltire l'ansia delle feste comandate. Ogni qualvolta i boss decidevano di invitare i duemila parenti a pranzo, alla fine, scappavo e mi tappavo per un quarto d'ora nel bar, lontano da tutti e da tutto. Aprivo il cancello, toglievo l'allarme, mi richiudevo il cancello alle spalle e, dopo essermi riempito il bicchiere con qualche sostanza disinfettante, mi siedevo a meditare e/o a far rilassare i due neuroni rimasti attivi nel cervello.
Ieri questo non è accaduto. Qualcuno, come dicevo, ha pensato bene di fare il cazzo di pranzo pasquale all'interno del bar.
Ad occhio e croce la vita normale dovrebbe essere questa: bollette, rate, assicurazione, fare la spesa, dormire, scopare, guardare la televisione, lavorare a testa bassa, non pensare a grandi cose......
Sono andato dal nuovo dottore oggi. Quello che ho dovuto prendere a casua del cambio di residenza. Ha aperto le danze diagnosticandomi un inizio d'ernia al disco. Quindi niente sforzi bruschi, vita sana, un pò di moto ecc.
Niente male come inizio settimana. Forse era meglio un calcio nei coglioni.
Uscito dall'ambulatorio ho fatto un giro a piedi fino alla fumetteria del posto. In pratica ho attraversato tutto il centro del paese (che quì chiamano cittadina!) e ho notato che assomiglia vagamente ad una città fantasma che tanto andavano di moda nei vecchi film western. Negozi sprangati e con le tende tirate causa la cessata attività, gente che cammina veloce cercando di stare per strada il meno possibile, vecchi che ricordano il passato più o meno glorioso del posto e che maledicono la situazione presente ecc.
Ho scoperto, anche, guardando i vari manifesti affissi, che stanno cercando di combattere il degrado con iniziative, spettacoli ecc., che incentivano l'apertura di nuove attività commerciali. Cercano, insomma, di riportare ai vecchi splendori il centro cittadino.
Quello che più mi ha fatto incazzare, è che ad organizzare il tutto ci sono le solite persone che in passato hanno permesso la costruzione dei vari mega-centri commerciali situati in periferia e che hanno contribuito a decretare la fine di un paese che, fino a poco tempo prima, offriva alle persone tutti i confort ed i servizi necessari.
Vuole che cucini per LEI stasera. Dice di fottersene della festa della donna perchè ormai se n'è perso lo spirito, l'originalità e che ormai nessuno sa realmente cosa sia successo affinchè fosse fissata sul calendario questa data speciale.
E allora ho accettato "l'ordine" promettendole che sarei diventato uno chef provetto, almeno per stasera.
Un lavoro difficile m'aspetta.
Sono indeciso tra alzare la cornetta per ordinare due pizze o riscaldare il solito sugo tappato in frigorifero.
Ok, mi appresto a svenire per un paio d'ore per ritrovare il giusto spirito dopo una mattinata cominciata presto. Troppo presto.
La mattina presto al bar ha qualcosa di magico. Apro da solo verso le cinque e mezza tra il silenzio totale interrotto dal ronzio dei frigoriferi. Le luci spente, l'odore della macchina del caffè appena fatta partire e la totale mancanza di gente che rompe i coglioni e fà casino.
Non è male come inizio, peccato duri poco. Il tempo di prendere un caffè e riflettere sul da farsi che già iniziano le processioni di zombi che devi fare svegliare.
Per quanto mi sforzi a tenere saldi i nervi, c'è sempre qualcosa o qualche stronzo pronto a farteli saltare. E' andata così anche oggi: mattinata tranquilla, non sembrava nemmeno lunedì mattina, pranzo un pò movimentato ma che siamo riusciti a gestire alla grande e, alla fine, a cinque minuti prima della "campana", arriva lo stronzo di turno che deve mettere i bastoni tra le ruote.
Nervi saltati, azioni incontrollabili che porteranno a scazzi e bruciori di stomaco.
Non ci voleva.
Forse devo dormire, sperando che la notte porti consiglio.
Cena venerdì sera al cantie a base della pietanza locale. Blaaaaaa. La notte, per la quantità enorme di cibo e vino, i mostri sono venuti a trovarmi in sogno. Sabato mattina, invece, la camera da letto era satura dell'odoraccio dell'aglio ingurgitato la sera prima. Manco ci fossero i vampiri.
Pomeriggio di sabato passato a chiedere giustizia per le malefatte della legge italiana. La sera, col doc., al concertino Oi! in quel del cippi.
Siamo vecchi, dicevamo, siamo vecchi. Non possiamo più fare questa vita. Ed intanto, stasera, a cena dai cognatini mi rimangiavo le parole che erano uscite la sera prima. Nooooooo, non posso permettermi di fare questa vita: cene, cinemino, casa.......nooooooo, al limite lobotomizzatemi, almeno non ci penso.